Marzo 2020

CORONAVIRUS, USIAMO LA TESTA

(di Stefania Santoprete) Ce ne dovremmo fare una ragione, andando avanti con questa progressione di numeri,  il rischio  di interagire con persone contagiate diventa non trascurabile, e assai più grande di quello che avevamo anche solo fino a un paio di settimane fa. E’ inutile quindi gridare ‘al lupo al lupo’ ogni qualvolta giunga notizia di un controllo scrupoloso o di una messa in quarantena: possiamo sperare che questa terra venga protetta per volontà divina, ma occorre anche una certa dose di razionalità. Quindi anziché domande su chi, come, quando, e sperando che come fatto finora in ambito nazionale non si voglia nascondere nulla anche da parte dei dirigenti ed amministratori locali, poniamo le domande giuste, interessiamoci del fatto che si sia o meno pronti a fronteggiare l’inevitabile e utilizziamo la testa. Mettere in quarantena delle persone venute fortuitamente in contatto con casi risultati positivi non può che ricevere da parte nostra plauso. Avere persone scrupolose che suggeriscono di eseguire un tampone nell’indecisione su un eventuale contagio, non può che vederci complici e rassicurati. La ‘caccia alle streghe’ ha invece l’effetto negativo: tutti zitti, nessun dubbio, fingiamo non sia accaduto nulla. Porta all’omertà per non sentirsi emarginati anche se solo a seguito di un prezioso ed importante controllo. Per questo come testata abbiamo deciso di non parlare di ciò che non ha conferma, dei sussurri, delle ‘voci’. Testa vuole anche dire però essere capaci di autogestirsi, indirizzare le scelte di chi abbiamo accanto. Inutile chiudere le scuole e lasciare in altri luoghi chiusi e densamente frequentati i ragazzi, tanto per fare un esempio. Non servono in tal caso i decreti, ma buonsenso. Bene ha fatto il Sindaco a richiamare il senso di responsabilità di ognuno a proposito degli studenti che, dopo la chiusura dell’Università, faranno rientro a casa soprattutto se i ragazzi tornano dalle zone a rischio. In questo caso dovrebbero, proprio per senso civico, segnalare telefonicamente il loro rientro al medico di famiglia.

05_03_20

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