Febbraio 2020

SALUTE

CORONAVIRUS, IN DIRETTA DA MALATTIE INFETTIVE IL DOTTOR MARCHILI

salute, sanità

Coronavirus, trasformato da discussione accademica a notizia prioritaria anche nei discorsi quotidiani, deflagrato sul territorio nazionale nelle ultime 24 ore. Ci rivolgiamo nuovamente quindi al responsabile del reparto Malattie Infettive dell’Ospedale de Lellis, dottor  Mauro Marchili affinché possa in qualche modo confortarci relativamente alla situazione locale.
“Localmente, ad ora nulla è cambiato se non che alla luce dei recenti eventi abbiamo ancora di più alzato il livello di attenzione”

Il dottor Marchili invita tutti alla collaborazione responsabile, in particolare le persone che, in presenza di sintomi, dovrebbero subito comunicare eventuali occasioni di possibile contagio, come viaggi in zone a rischio o contatti significativi ed in qualche modo sospetti.

“E’ opportuno in prima battuta avvertire telefonicamente il medico di base, o, in caso di mancata reperibilità, contattare la Guardia Medica o rivolgersi al numero regionale dedicato ‘1500’ descrivendo i sintomi e le circostanze che inducono dubbi o sospetti. Solo permettendo agli operatori sanitari di procedere secondo i protocolli di assistenza definiti, evitando panico ed accessi ingiustificati al Pronto Soccorso, si ha la possibilità di mettere se stessi e gli altri in sicurezza”.

Ma la coincidenza del contemporaneo picco dell’influenza, crea un po’ di confusione anche nei pazienti che potrebbero in buona fede recarsi in ospedale, pur ritenendo di non essere infetti dal Coronavirus. Purtroppo quanto accaduto in Italia, cambia ogni scenario.
“Per questo è meglio rivolgersi prima al medico di famiglia, per effettuare una prima scrematura. Se c’è qualche evidenza di un possibile evento o contatto a rischio, questo va evidenziato. E’ demandato anche alla responsabilità delle persone salvaguardare se stessi e gli altri”.

Il personale sanitario è quello maggiormente esposto, sappiamo che alcune scorte dai grandi distributori sono andate esaurite, abbiamo dispositivi a sufficienza?
“Siamo in condizione di affrontare in sicurezza scenari prevedibili sulla base della situazione in atto; scenari apocalittici, al momento del tutto ingiustificati ne ipotizzabili, ad oggi non se ne profilano. L’Azienda ha provveduto agli ordini necessari; abbiamo predisposto come gli operatori dovranno vestirsi, svestirsi, gestire il paziente, muoversi, in base alle disposizioni ministeriali e regionali già acquisite”.

C’è un accesso dedicato al nostro Pronto Soccorso?
“Il paziente viene preso in carico in sicurezza per se’ e per gli altri secondo una procedura definita, se non si evidenziano rischi si recupera la gestione normale”.

E’ preoccupato?
“No. Dal punto di vista clinico la patologia sui grandi numeri non è così grave, può essere affrontata e se non ci sono particolari situazioni di rischio decorre in maniera tranquilla. Nella stragrande maggioranza dei casi si raggiunge la guarigione anche se non abbiamo una terapia  specifica. La Regione Lazio sul tema delle malattie infettive è sempre stata all’avanguardia; l’unica cosa che potrebbe fare saltare il sistema è il  panico e va fatto ogni sforzo da parte di tutti per il recupero della razionalità. La situazione è in evoluzione e sicuramente ulteriori strategie verranno delineate a livello regionale, nazionale e locale se necessario.
In ogni caso al momento il livello di allarme locale è invariato; c’è stato solo il caso sospetto di un ragazzo accolto come noto allo Spallanzani con la madre, risultato poi non positivo al virus.
In questo caso, la famiglia si è comportata correttamente, contattando subito il medico di famiglia senza recarsi in Pronto Soccorso, e questi ha allertato gli specialisti che hanno avviato il percorso specifico; è’ così che dobbiamo fare, seguendo con fiducia le indicazioni.”

22_02_20

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