Febbraio 2020

SALUTE

CORONAVIRUS, CICCHETTI “SIAMO PRONTI MA CI VUOLE UNA CATENA DI COMANDO”

sanità

L'evoluzione nazionale delle ultime ore ci porta a porci determinate domande, e quello che per alcuni è un silenzio destinato a non creare ulteriore panico, per altri è motivo di preoccupazione.

Format ha interpellato quindi il sindaco Cicchetti per capire in che modo si sta lavorando in queste ore per essere preparati al peggio. Peggio che non sarebbe rappresentato da un’epidemia, ma da un solo caso che bloccherebbe comunque tutto e avvierebbe, in maniera responsabile, una procedura come da protocollo.

Cicchetti spiega di essere in costante contatto con la direzione generale della Asl, e con lui l’assessorato competente rappresentato da Onorina Domeniconi e la Protezione Civile, ma alla domanda se sia stato fatto un tavolo in cui si stabiliscano ruoli e competenze, risponde che si sta predisponendo. “Domani la dottoressa D’Innocenzo avrà una riunione in Regione per ricevere disposizioni. Noi facciamo riferimento ovviamente all’autorità sanitaria. Intanto so che da lunedì si procederà per la realizzazione di un accesso dedicato al pronto soccorso di Rieti. E’ vero anche che ci troviamo dinanzi ad una malattia di difficile comprensione.”

Siete dotati di presidi di protezione?

“Non abbiamo in magazzino mascherine o quant’altro. A dichiarare lo stato di calamità deve essere il Governo, io a caduta faccio ordinanze. L’assessorato è mobilitato, è in contatto con tutte le autorità competenti, ma aspettiamo di sapere cosa fare, se mi dicono che dovrò far mettere mascherine agli insegnanti o agli alunni procederò. Dipendiamo tutti dalla base sanitaria.”

Una riunione che forse doveva avvenire tempestivamente, prima del verificarsi di qualsiasi imprevisto, e riconosciamo a Cicchetti di lavorare a qualsiasi ora e in qualsiasi giorno, sabato e domenica compresi, se necessario. “A mettersi in moto ci vuole pochissimo, ma dobbiamo avere una direzione.”

La riflessione è che in realtà l’essere pronti non significa poi molto e che la cosa migliore sia, al momento, incrociare le dita.

Lei è preoccupato?

“Onestamente no. Temo più la ricaduta economica che tutto questo avrà sulla nazione e sul nostro territorio già in sofferenza. Le agenzie di viaggio, i ristoranti, gli alberghi, registrano già moltissime disdette.”

 

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