Febbraio 2021

CALCIO*

COME NEVE AL SOLE

calcio

di Alessandro Mezzetti - Alla fine il “famoso” closing non è arrivato. La cordata di Benedetto Mancini si è sciolta come neve al sole dinanzi al notaio romano che avrebbe dovuto formalizzare il passaggio delle quote, già rinviate in più di un’occasione e quella che doveva essere la giornata del “passaggio definitivo” si è trasformata nella “debacle” dell’imprenditore pontino e nel pieno ritorno in possesso di tutto, gestione compresa, di Riccardo Curci che ancora una volta si trova a ricaricarsi sulle spalle le sorti della società di calcio reatina. Non c’è verso, sembra un destino e puntualmente tocca a Curci rimettersi in cammino con l’obbligo morale di condurre la società amarantoceleste in un porto tranquillo. Con Mancini, ex gestore, va via anche tutto il suo entourage, il direttore generale Fabrizio De Micheli e le comparse che in questi mesi avevano parlato di progetti faraonici senza mai concludere nulla. Ironia della sorte, il Rieti però, nella gestione Mancini aveva inanellato sette vittorie consecutive e un pareggio, collezionando così otto risultati utili ed era arrivato praticamente in testa alla classifica, recuperi a parte, che avevano infiammato di nuovo la piazza che guardava già ottimisticamente al salto di categoria. Rientrato il povero Curci, che ha sborsato qualche euro per rasserenare l’ambiente dall’ennesima trattativa fiume fallita,  arrivano due sconfitte, Campobasso e Castelnuovo Vomano.

Ovviamente, si tratta di una casualità, tengo a precisarlo, ma sembra una “congiura”.

Ci sono però anche buone notizie. Stavolta il presidente Curci ha deciso di contornarsi di tanta reatinità pronta a dare una mano e di rimettere finalmente in sesto un club che ha bisogno di programmazione, serietà, continuità e ricostruzione del settore giovanile. In questa direzione va anche un gradito ritorno, quello di Riccardo Solaroli nel ruolo di direttore generale, già con un’esperienza a Rieti nella presidenza Fedeli, che si è sempre distinto per serietà, cordialità e capacità di lavorare a fari spenti e senza proclami.

Sul campo, intanto, il Rieti ha salutato Giordano Fioretti che si è accasato a Pineto e nei prossimi giorni si cercherà di modellare la rosa a mister Campolo, costruttore di una squadra che comunque ha dimostrato di tenere la categoria, in un girone complesso, in tempo di Covid, che ha influito nella disomogeneità di gare giocate e nella difficoltà di costruire un rendimento continuativo e stabile, e senza aver mai giocato allo stadio Manlio Scopigno, naturale casa del calcio reatino, che al momento è ancora indisponibile per lavori di manutenzione della centrale termica.

Il Rieti nuovo corso, non sarà una minestra riscaldata, l’impressione è quella di una ristrutturazione . I tifosi,  costretti a guardare le partite dalla pista ciclabile, come un tempo al “Fassini”, si fidano di Curci e stavolta si dovrà tutti insieme evitare fretta e lavorare per non mirare ad obiettivi impossibili ma ad un risanamento a piccoli passi.

Format gen/feb2021

ph PRIMOPIANO

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