Marzo 2018

PROVINCIA

CITTAREALE E IL SUO SINDACO NELL’ONDA MEDIATICA

La risposta di Nelli su SAE e CAS

ricostruzione

Bufera su Cittareale. Attacco mediatico partito a seguito dei ritardi sulle SAE e sul pagamento del CAS (contributo sistemazione autonoma) che non verrebbe pagato da circa sette mesi.
Gli abitanti si dividono tra chi afferma che non è corretto dimenticare l’azione del sindaco Francesco Nelli estremamente reattivo in ambito sociale e per la riapertura di determinate attività e chi invece parla di ‘abbandono completo’. Per entrambe i fronti è comunque indispensabile un’azione a tutela della sistemazione in casette, da assegnare. Interpellato il Sindaco ha risposto alle presunte accuse mosse anche attraverso Libero e il Tg5
“Innanzitutto vi ringrazio, siete gli unici insieme a Giuseppe Rizzo di RaiTre ad  ascoltare anche me per raccontare i fatti. Parliamo subito della casette. La competenza non è del Comune ma su sette aree individuate 4 sono pressoché terminate e si stanno concludendo le opere di urbanizzazione della quinta area:  entro un mese avremo l’assegnazione di 20 SAE realizzate secondo il modello di Arquata del Tronto. Per quanto riguarda le altre due aree c’è stato un problema sulla parte di progettazione di competenza del dipartimento di protezione civile che l’ha ritenuta troppo onerosa.  Modificandola si otterrebbe un risparmio enorme con cui si potrebbe giustificare il ritardo.

CAS
“Io divento sindaco il 6 giugno 2016 trovando una sofferenza di cassa gigantesca che di fatto impedisce l’anticipo di un solo euro. Parlo con il Presidente Zingaretti che, dinanzi ai numeri preoccupanti,  si fa carico nel nostro caso degli anticipi. La Regione esige una rendicontazione prima degli ulteriori pagamenti. Nel nostro Comune c’è un funzionario in malattia in diversi periodi, lo integriamo dapprima con quelli a disposizione per il sisma: due persone provenienti dal Concorsone de L’aquila che ci lasciano dopo aver vinto altri concorsi. Attualmente al pagamento dei CAS sono destinate altre due persone. La difficoltà del personale, unita alla complessità burocratica della gestione dei CAS e di attenzione straordinaria trattandosi di denaro pubblico, una cautela maggiore davanti agli aventi diritto rende meno fluido l'ingranaggio. Il funzionario nello specifico ha redatto numerosi approfondimenti attraverso controlli impegnativi. La Finanza come sapete sta indagando su alcune persone comportando un rallentamento complessivo nel sistema.”

La lamentela riguarda l’esagerato periodo d’attesa, si parla di sette mesi sbloccati  sull’albo pretorio proprio in questi giorni.
“Innanzitutto spieghiamo che il CAS è un contributo con cui lo Stato ti invita a trovare autonomamente una sistemazione. Alcuni pur rimanendo nella legalità usano quindi questa cifra come una pensione il che però non giustificherebbe l’urgenza non avendo contratto d’affitto.
Non è vero che il ritardo è relativo a 7 mesi. La nostra amministrazione ha deciso di pagarlo a ‘periodo di emergenza’ stabilito dalla norma nazionale in 180 giorni, il periodo temporale è 1 settembre - 28 febbraio, semmai quindi il ritardo è di due settimane. Nel momento in cui abbiamo la disponibilità economica da parte della Regione provvediamo al pagamento. La rendicontazione a causa anche dell’indisponibilità del funzionario ha avuto un leggero ritardo ma questa storia finita su alcuni giornali ha tanto l’aria di una strumentalizzazione politica.
Sto passando giornate intere al telefono con giornalisti per confutare cose che non esistono e mi difenderò come potrò, non per me, ma a tutela un Paese su cui è stato gettato discredito. Persino la zona rossa è stata oggetto di perplessità! La zona è certificata da 14 ingegneri diversi, tra cui esponenti importanti del mondo accademico. Ho ospitato per due giorni la troupe di ‘Chi l’ha visto?’. Tra martedì e mercoledì spero di mostrare fatti diversi da come sono stati volutamente rappresentati.”

Format rimane a disposizione di chi volesse far sentire la propria voce

condividi su: