Febbraio 2019

PERSONE & PERSONAGGI

CIAO, GIGGI

storie

“Febbraio, febbraietto, mese corto e maledetto!”. Mai come per il 2019 appena iniziato questo detto popolare, che nei paesi del sud italia recita in modo ancor più significativo “Febbraru, curtu e amaru”, si è realizzato in pieno. Dopo la morte nell'arco di 13 giorni di Ottorino ed Attilio Pasquetti, che tanto avevano dato alla nostra città nel corso della loro esistenza e che un destino singolare ha voluto accomunare nel quasi simultaneo trapasso; dopo la morte di Ercole Torda, che con i fratelli aveva avviato una delle aziende più importanti della provincia di Rieti, stamattina la città si sveglia ancor più povera. Nella notte, dopo una brevissima malattia fulminante, se ne è andato un altro simbolo storico di una Rieti ormai scomparsa: è morto l'avv. Luigi Colarieti, che della professione forense e dell'amore per la sua città ed il suo dialetto aveva fatto la sua vita. Da tutti era conosciuto come Giggi Co Li pèi, per quella sua inconfondibile, caratteristica camminata, che lo rendeva – con i piedi inevitabilmente posti alla “dieci e dieci” - unico. Uomo di verve e simpatia rara, Colarieti era stato allievo avvocato del padre Vincenzo, anch'egli conosciutissimo per la sua professionalità, la sua simpatia e per le sue battute fulminanti. Padre e figlio erano accomunati oltremodo dalla comune passione per il basket e per la Sebastiani, di cui entrambe, negli anni d'oro della pallacanestro reatina, non perdevano nemmeno una partita. Interprete storico delle commedie vernacolari del primo gruppo teatrale reatino, il “GAD Pierluigi Mariani”, Colarieti ha deliziato generazioni di suoi concittadini con le sue memorabili interpretazioni delle figure rese immortali – perlomeno per la nostra città – dal poeta ed autore di cui il suo gruppo teatrale porta il nome. Ma dove la personalità ed il talento di Colarieti si esprimeva nel modo più fulgido e sincero era quello delle aule di giustizia del tribunale di Rieti, come di quelle dei tanti tribunali italiani che in ben cinquant'anni di carriera – da raffinato penalista – aveva brillantemente calcato, esattamente come per i palcoscenici teatrali. Solo due mesi orsono l'ordine degli avvocati reatini lo aveva insignito del più importante dei riconoscimenti, la “toga d'oro” e lui, intrattenendo i colleghi, li aveva voluti salutare a suo modo, con un sonetto in dialetto dal titolo quasi profetico “Ce rèedémo”. Talmente importante era il suo posto nel foro reatino, per il quale aveva prestato i suoi servigi per tanti anni anche come consigliere dell'ordine sotto la storica presidenza Belloni, che allo spargersi della notizia immediatamente il neo presidente Attilio Ferri ha voluto ricordarlo con una brevissima, improvvisata ma sentitissima cerimonia nell'aula “Caperna” del tribunale. Interrotta l'udienza penale presieduta dal Dott. Porro, l'avv. Ferri ha ricordato visibilmente commosso il collega appena scomparsa, e dopo di lui l'avv. Eusebio Graziosi. Presente in aula per il processo in corso, anche il noto penalista romano Avv. Naso che ha voluto anch'egli ricordare la sua collaborazione con l'avv. Colarieti negli anni '70, quando con lui apprestò una difesa per un tentato omicidio, allorquando P.M. Era il dott. Giovanni Canzio, poi primo presidente della corte di Cassazione. Toccante, infine, anche il ricordo dell'attuale presidente del tribunale, dott. Pierfrancesco De Angelis, e del PM in aula, dott. Rocco Gustavo Maruotti. La breve rievocazione si è conclusa con un minuto di raccoglimento dei tantissimi avvocati presenti, trascorso in un silenzio assoluto e rotto solo, al termine da un lungo scrosciante applauso.

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