Ottobre 2018

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CGIL, 'FACILISSIMO ACQUISTARE NELLE AZIENDE AGRICOLE IN NERO'

agricoltura

La arretratezza del reatino fa rima con clientele, lavoro nero, evasione fiscale e contributiva. Abbiamo fatto una ricerca tra le aziende agricole del reatino, é facilissimo acquistare prodotti della terra in nero, senza ricevuta e spesso in condizioni igieniche inesistenti.
Ad esempio ti serve di comprare mezza vitella in una stalla di una impresa agricola altrimenti dedicata all’autoconsumo, basta mettersi d’accordo con i quelli del giro ed é fatta, oppure acquistare pollame, o conigli, o maiali. E tutto semplicissimo, evasione irpef,
iva e condizioni igieniche precarie incluso.
Se provi a denunciare , nelle sedi dove é possibile farlo, questo sistema, capita di ricevere alzate di spalle e risatine.
Il sistema é talmente diffuso da fare oramai storia, basta citare una “esemplare” azienda del reatino, che all’anagrafe risulta avere più di cento dipendenti, lavoro in nero, contratti di lavoro inesistenti e contribuzione di tipo agricolo (con annessa contribuzione figurativa
a carico dello stato) anche per i dipendenti che fanno vendita on line tramite call center.
E’ la nota furbizia del reatino che si é fatta impresa. Che dire se questa “furbizia” alimenta anche il sistema politico e della rappresentanza sindacale?
Ci perdono tutti, salvo appunto i soliti pochi furbi, che da tantissimi anni stanno “in sella” e neanche hanno intenzione di scendere, nonostante oramai siano vecchi.
La Flai Cgil ha denunciato nel passato il sistema del “piaceruccio”, (tu fai una cosa per me che poi io ne faccio una per te), denuncia che non pare aver smosso più di tanto le coscienze della sonnacchiosa realtà nostrana, e tuttavia torniamo a denunciare il sistema
feudale che alimenta le connivenze ed il consenso.
Non ci aspettiamo battiti di mano e claque ma che la gente di buona fede e buona volontà reagisca, non abbiamo futuro in queste condizioni, neanche tutti i soldi post sisma, se mai arriveranno, ci salveranno dalla nostra arretratezza se non iniziamo a cambiare noi.
Tutto questo chiama in causa la classe dirigente del Reatino, nessuno escluso, è questa la realtà che vogliamo per il futuro, per i nostri figli che qui non trovano opportunità e perciò emigrano?
Noi della CGIL no, confidiamo negli uomini e nelle donne di buona volontà per un futuro diverso.
Antonio Ppolidori Flai Cgil Rieti Roma Eva

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