Gennaio 2019

CASE POPOLARI, FOTO DI UNA RIETI SENZA FAMIGLIA. L'APPROFONDIMENTO

amministrazione, persone, rieti, società

(NOME Officina Politica) Case popolari: cartina di tornasole del terremoto sociale in atto, taciuto (o forse sconosciuto?), che riguarda tutta la società reatina.

La graduatoria per la assegnazione di alloggi popolari approvata il 20 Dicembre 2018 racconta di 335 domande del “bisogno” ammesse, a fronte di 15 alloggi posti in assegnazione in questi giorni. Abbiamo condotto una analisi della graduatoria, limitandoci ai primi 100 nuclei familiari, gli unici che potranno realisticamente mai aspirare al sospirato “alloggio popolare”.

I numeri raccontano, su 100 domande:

· 53 provengono da “nuclei” composti da una sola persona (46 italiani, 7 stranieri)

· 24 provengono da “nuclei” composti da due persone (14 italiani, 10 stranieri)

· 15 provengono da “nuclei” composti da tre persone (9 italiani, 6 stranieri)

· 7 provengono da “nuclei” composti da quattro persone (2 italiani, 5 stranieri)

· 1 proviene da “nucleo” composto da cinque persone (italiani)

Cosa rappresentano questi  numeri, fotografia della difficile, talvolta drammatica quotidianità delle povertà di Rieti?

I nuclei familiari “classici” (madre, padre, almeno un figlio) rappresentano nemmeno 1 famiglia su 4 di quelle in graduatoria: ovvero, è in atto un tracollo sociale, con la perdita di un intero “segmento” della società cittadina, proprio quella tipologia si cui si basa lo sviluppo di una comunità. In tale ottica, è numericamente irrilevante, in termini assoluti, la presenza delle famiglie straniere.

Peraltro, essendo le richieste in grande maggioranza formulate da soggetti singoli o nuclei familiari di due componenti (anziani, giovani coppie, uomini divorziati, donne con un figlio a carico)possiamo prevedere che non vi sarà risposta neanche al bisogno rappresentato da queste persone. Infatti gli alloggi popolari di Rieti, edificati in maggioranza negli anni di “boom”, hanno un taglio destinato in prevalenza a nuclei familiari per più componenti.

Su queste allarmanti conclusioni, è necessario che la città tutta si soffermi in una approfondita riflessione:

· è necessario attivare politiche per il reperimento di una tipologia di abitazioni di piccolo taglio, per il sostegno della domanda delle fasce più deboli

· è necessario recuperare alla società cittadina una fetta di popolazione giovane, con il sostegno alla natalità anche attraverso la dignità dell’abitare

Soprattutto, a partire dalle politiche abitative, non è più tempo di nascondere la polvere sotto il tappeto, cavalcando emergenze estemporanee o accadimenti spiacevoli della quotidianità sociale. Occorre una azione ragionata, di ampio respiro, con il coinvolgimento anche dei privati.

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