Novembre 2019

STORIE

CAPITANO ULTIMO, IN MEZZO AI RAGAZZI PER DIFENDERE LA LEGALITÀ

società

Il recluso chi è? Chi è il condannato da 26 lunghi anni? Viene da chiederselo quando davanti hai Ultimo, il Capitano. Niente di ciò che una persona normale  fa può appartenere liberamente ai suoi gesti. “E’ quanto ha scelto, è ciò che ha sempre seguito nella sua vita, è il modo che conosce di essere un carabiniere” dicono i suoi uomini, quelli della scorta, anche loro ‘sequestrati’  al fianco del loro protetto, per il quale nutrono, e si avverte, sincera ammirazione. Quella scorta che qualcuno vorrebbe nuovamente revocare perché  il Colonnello Sergio De Caprio (all’anagrafe) “non correrebbe più alcun pericolo”, ma per la Dia (la direzione investigativa antimafia)  ‘Cosa nostra’ mantiene un’elevata capacità offensiva: chi dice il falso?  
Sono anche loro, gli  uomini della scorta, che abbiamo guardato negli occhi questa mattina nell’incontro che l’amministrazione comunale di Contigliano, il sindaco Paolo Lancia e la vice sindaco e Assessore alle scuole e ai Servizi Sociali del comune di Contigliano Alessia Iachetti, hanno organizzato a beneficio degli studenti dell’Istituto Comprensivo A. Malfatti di Contigliano – Greccio – Monte San Giovanni, rappresentanze di studenti di Istituti Superiori di Rieti e dell’Istituto Formativo della Provincia di Rieti, per parlare di mafia legalità Stato e di solidarietà e aiuto agli ultimi. Al tavolo oltre agli organizzatori sedeva la dirigente scolastica Irene di Marco, don Ercole La Pietra, il moderatore e storico contiglianese Roberto Lorenzetti, la consigliera provinciale Claudia Chiarinelli  con delega anche alle politiche scolastiche ed il presidente della provincia Mariano Calisse. Troppe invece le sedie rimaste vuote riservate alle autorità.

Un ospite speciale tra i ragazzi, affinché per una volta questi temi fossero toccati da un testimone vero, non solo parole su un libro, come ha detto il sindaco introducendo il Capitano Ultimo “Oggi non parliamo della storia di ieri, ma di ciò che ci circonda. Vorremmo donarvi la consapevolezza, la possibilità di essere coscienti di come sia importante affermare la libertà attraverso la giustizia". Ragazzi pronti ad affrontare questo faccia a faccia dopo una preparazione che li ha visti coinvolti in due mesi di lavoro nel progetto legalità in cui avevano già introiettato questa figura e la sua storia. “Talmente colpiti da una foto da voler seguire un’intera lezione con la sciarpa sul viso per entrare empaticamente nella sua quotidiana esperienza. All’epoca del selfie hanno scoperto chi è costretto a vivere controcorrente, dovendo coprirsi quasi completamente il volto.”
Nascondersi, camuffarsi: cos’è la paura? Glielo chiede uno studente, uno dei tanti in fila a far domande “Ti tiene vivo – risponde Ultimo – è una sensazione forte, ti porta a scegliere bene ciò che devi fare, alla fine ci sono diventato amico. Paura e coraggio sono solo parole, hai la vita che ti tocca e la vivi, o almeno cerchi di viverla al meglio.”

Il Coraggio arriva dal guardare i vostri occhi

“Sono emozionato – ha detto al suo esordio – per me non c’è onore più grande del guardare i vostri occhi. Per i vostri occhi e per l’amore che c’è dentro di voi non possiamo scappare ne’ esitare, è da lì che arriva il coraggio. E’ in comunità come queste, piccole, fraterne, che l’Italia è ripartita subito dopo la guerra rimettendosi in piedi. Sono i nostri nonni, fianco a fianco, ognuno con idee diverse ad aver trasformato le macerie, la fame, la miseria in opportunità. Si sono fatti coraggio ed hanno ricostruito un Paese. Non siamo stati all’altezza di quell’esempio, ci siamo chiusi in noi stessi, abbiamo dato per scontato cose grandi.  Invece la forza di un popolo è quella di autodeterminarsi: non dobbiamo attendere dagli altri la soluzione dei nostri problemi, mettetevi in discussione, abbiate la capacità di essere discontinui è quello il talento”.

Il Talento del Generale Dalla Chiesa

Il senso dello Stato non vacilla, uno Stato in cui l’azione di vigilanza non venga mai meno, esercitata dai cittadini stessi, pronti a chiedere spiegazioni sulla mancata sicurezza: perché c’è ancora la mafia “Debbono spiegarvelo bene parlando la lingua della gente: non ci sono mezzi? non ci sono strumenti finanziari? Oppure ammettere di non essere all’altezza della situazione dando spazio ad altri che magari hanno un talento migliore per utilizzare ciò di cui dispongono. Possono rinnovare le tecniche, così come fece il nostro generale Dalla Chiesa. Non fu semplicemente importante ma risolutivo! Utilizzò le risorse in modo diverso da tutti gli altri Generali dei Carabinieri e Forze di Polizia, inventò le tecniche di pedinamento, iniziò a dirci di praticare la clandestinità e la compartimentazione:  aveva un talento che suscitò l’invidia di altri generali pronti ad escluderlo dai Convegni sul terrorismo! Come si risolve questo problema? Chiedendo spiegazioni alle persone che hanno una responsabilità su quello che fanno o non fanno, allora ci sarà maggiore selezione: gli incarichi importanti non saranno di prestigio, ma impegnativi per le responsabilità richieste.”

La solitudine di Falcone

Inevitabilmente le risposte fornite agli studenti portano al fil rouge della sua storia, a Falcone “Veniva lui il grande Giudice da me, allora stupido Tenente, veniva in caserma e non mi permettevano neanche di riceverlo in ufficio perché all’epoca c’erano le solite polemiche: gli uomini sono meschini, non guardate all’età. La vostra purezza, la vostra fragilità è la nostra forza. Ribellatevi all’invidia, al premio e ai prezzi, sfidate il mondo con il ‘dono’, eviterete di  dominare le persone per emergere. L’Umanità è assai più di questo schifo! Falcone inventò la DIA e la DNA, prima di lui non esistevano. Dopo l’intuizione di Dalla Chiesa, Falcone capì che occorreva giuridicamente un assetto diverso per essere tutti uniti, i magistrati contro la mafia. Dapprima lo snobbarono, poi accettarono le novità intuendo il prestigio che ne poteva venire:. Sapete una cosa? Falcone non è stato nominato mai capo della DIA che aveva inventato: a che punto arriva quindi la meschinità dell’uomo? Pensate a  quanta differenza c’è rispetto alla meraviglia che vi circonda, fatta d’amore e di purezza….
L’ho visto sul tavolo dell’obitorio poi Falcone, era lì davanti a me. Ho visto le scarpe della scorta uscire da un telo vicino… ho pensato che dovevamo prenderli quelli che li avevano ammazzati, e così abbiamo fatto”

Mi mancano i miei uomini

I ragazzi vanno diretti al punto, permettendosi anche di porgere ogni tipo di domande, anche le più scomode il Capitano fa scivolare quelle dirette all’ambito familiare ma parla del forte legame con i suoi uomini, Vichingo, Arciere, Omar, Petalo, Pirata, Alchimista, ma anche tutti gli altri venuti dopo. “Mi mancano i miei Carabinieri, mi manca la possibilità di lavorare insieme a loro e sono dispiaciuto della persecuzione che hanno subito questi ragazzi e le loro famiglie senza aver fatto nulla di male, anzi! Praticatela l’amicizia, quando sei insieme a persone che non hanno secondi fini  hai accanto un fratello, non hai paura di andare avanti: sono gli altri ad avere paura di te.”

 

Gli Eroi sono i vostri genitori

Capitano Ultimo insiste molto su questo tema, è quasi un mantra: l’amore incondizionato è eroismo. L’amore gratuito che una madre continua ad avere davanti a suo figlio anche quando sbaglia, l’amore del papà, dei nonni…  L’amore nel passaggio del sapere che ogni giorno l’insegnante mette a disposizione. “E’ così bello, così eroico che ci deve lasciare incantati tutti i giorni.”

La Bellezza a sconfiggere le Tenebre,  è in fondo questo ciò che richiama Capitano Ultimo, come energia positiva, la stessa che ha attraversato con l’ultimo dei tanti applausi il Centro Pastorale di Contigliano, mentre l’orchestra ed il coro  della sezione musicale intonavano per la seconda volta l’Inno di quell’Italia che non può e non vuole arrendersi.

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