a cura di Sergio Grillo

Novembre 2017

RUGBY

CHI L'AVREBBE MAI DETTO?

Arieti

sport

Incredibile, o meglio, imprevedibile. Il cammino e le prestazioni degli Arieti in questo primo squarcio di campionato, lascia molti “esperti” attoniti. Tener testa alle squadre inserite nel lotto delle aspiranti alla promozione è un risultato entusiasmante per una matricola che puntava a non retrocedere. Modena e Pesaro sono state impegnate come non mai dal quindici reatino che trova la sua forza nell’unione del gruppo e nella intenzione di migliorarsi. Certo a giochi fatti e con la ragione del “dopo” si potrà obiettare che la vittoria è stata a portata di mano anche con le prime della classe. Si potrà disquisire su tattiche e su prestazioni dei singoli (contro Pesaro poche le giocate per mettere in moto il turbo di Francesco Rosati), ma il rugby è lo sport di squadra per eccellenza e risente della compattezza e dello spirito di battaglia, vere muse ispiratrici di qualsiasi possibile successo. Gli individualismi perdono la loro importanza di fronte al gioco collettivo, in meta non ci si arriva da soli (se non in casi particolari ed eccezionali) e la realizzazione è solamente la finalizzazione d’un movimento corale che vede tutti i quindici giocatori perfezionare l’intesa tra i reparti.

Così è stato anche nel cammino della formazione reatina cui va il plauso per l’impegno e lo spirito di sacrificio mostrati finora. Dove potrà arrivare? Meglio non porre l’asticella troppo in alto, raggiunto l’obiettivo della salvezza si tireranno le somme e solo allora si potrà parlare di nuove “mete” da raggiungere.

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