Ottobre 2020

ANMIL, STORIA DELLA GIORNATA PER LE VITTIME DEL LAVORO

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"La Giornata per le Vittime degli Incidenti sul Lavoro” affonda le sue radici nella storia dell’ANMIL (fondata nel 1943) quando il Comitato Esecutivo dell’epoca, nella riunione a Firenze del 26 Novembre 1950, deliberò che il 19 Marzo di ogni anno sarebbe stata celebrata in tutta Italia la “Giornata del Mutilato del Lavoro”, e che in tale occasione sarebbero stati consegnati i Distintivi d'onore e i Brevetti ai Grandi Invalidi del Lavoro.

La prima “Giornata Nazionale del Mutilato” si tenne, dunque, a Roma il 19 Marzo 1951 e per l'occasione, il giorno precedente, l'allora Presidente Nazionale ANMIL Bartolomeo Pastore tenne un discorso di presentazione dell'iniziativa alla radio, fatto di eccezionale rilevanza per l'epoca. Lo scopo era quello di ricordare all’opinione pubblica, alle Istituzioni ed alle forze politiche la necessità di concentrare la propria attenzione sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e di garantire la giusta tutela alle vittime del lavoro e alle loro famiglie.

Dal 1998, con Direttive del Presidente del Consiglio dei Ministri del 24 aprile 1998 e poi del 7 marzo 2003, tale ricorrenza è stata istituzionalizzata, nella seconda domenica di ottobre di ogni anno, su richiesta dell’ANMIL e alle manifestazioni organizzate dalle Sedi Associative in tutta Italia intervengono in gran numero, Sindaci, Assessori, autorità locali oltre a parlamentari ed esponenti del Governo, trattandosi di un tema che riguarda tutto il mondo del lavoro e i cittadini.

Da oltre mezzo secolo lo spirito della Giornata è rimasto invariato, sebbene si sia arricchito di nuove ma legittime istanze e oggi costituisce un doveroso momento di riflessione sul sacrificio di quanti hanno perso la vita nello svolgimento della propria professione, nonché un’occasione per rivendicare la centralità dei diritti di ogni lavoratore.

Questa manifestazione vuole inoltre sottolineare che uno Stato civile non può permettere che si creino situazioni discriminanti tra i cittadini e, anzi, deve operare affinché qualsiasi barriera venga eliminata e l’handicap, che esiste soprattutto in relazione alle difficoltà che un disabile incontra, tenda a scomparire.

11_10_20

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