Settembre 2016

TERREMOTO

ANGELI CON LA DIVISA

Vigili del Fuoco & altri Corpi

storie

 Nella Caserma di via Sacchetti Sassetti le telefonate si succedono, drammatiche, la zona di provenienza è prevalentemente quella di Accumoli ma le notizie ufficiali dirottano verso Amatrice. La prima squadra intervenuta è quella di Posta. Tutte le forze dell’ordine hanno però il compito, a seguito di un evento di questo tipo, di recarsi immediatamente sul posto per verificare la situazione e trasmettere notizie. La gravità è ormai conclamata: partono le squadre, secondo un programma che permetta comunque di assicurare l’ordinarietà. Straordinario il lavoro delle Forze dell’Ordine e del Corpo Forestale dello Stato presente con 140 pattuglie, la cui conoscenza di questi territori si è rivelata essere particolarmente preziosa (proprio alla vigilia della soppressione di questo Corpo!)

I primi vigili del fuoco ‘esploratori’ arrivano per rendersi conto della situazione da fronteggiare. L’ospedale Grifoni è già stato evacuato, un pezzo di strada sta scivolando verso valle, la conduttura del gas è danneggiata ed il primo contatto è con l’ente gestore, per il gas e la luce. “L’opera di perlustrazione era accompagnata dai lamenti e dalla richiesta di soccorso - racconta uno di loro - si è cercato di tamponare la situazione con le persone (civili, volontari) a disposizione, impartendo indicazioni utili. Devi mantenere la freddezza necessaria mentre vorresti avere immediatamente a disposizione l’intera macchina dei soccorsi. In quei momenti è facile sbagliare… decidere di fermarsi vuol dire non avere chiaro il quadro generale. Sentivi le persone chiedere aiuto da sotto le case crollate e nel mentre altre voci provenire dall’altra parte della strada… Tutte le vie di Amatrice erano piene di macerie, non esisteva una strada libera, si procedeva tentando comunque di attraversarle, cercando di avere un primo contatto con il Sindaco per uno scambio operativo. Pirozzi era visibilmente provato, contornato dai suoi concittadini, tentava di capire…”.

Le squadre sono ormai al lavoro, nelle 24 ore successive erano circa 1000 gli uomini delle forze di polizia in campo e più di 1000 le unità del Corpo nazionale dei vigili del fuoco. A questi si aggiungevano 400 unità delle forze armate e più di 3 mila persone facenti parte del volontariato, delle associazioni locali delle regioni interessate (dalla Croce Rossa, al Soccorso Alpino, alle società che si occupano dei servizi essenziali). In questi 3 mila non sono comprese le unità delle amministrazioni locali dei comuni coinvolti, le Regioni e le Prefetture e chi lavora senza essere visto, per esempio nelle sale operative. Complessivamente è di 5400 il numero del personale impegnato in data 25 agosto.

“Per quanto riguarda i Vigili del Fuoco sono intervenute tutte le sezioni operative del Centro Italia, mentre dal resto della Penisola sono poi partite le sezioni specialistiche: gli USER per la ricerca e il recupero di persone soprattutto vive, i GOS indispensabili nella movimentazione e rimozione delle macerie durante le prime fasi di ricerca e soccorso attraverso l'utilizzo della macchine di movimento terra, i SAF con tecniche derivazione Speleo Alpinistica e Fluviale consentono, di aumentare il livello di sicurezza dei soccorritori e migliorare il servizio nei casi in cui non sono utilizzabili i normali mezzi in dotazione, le Unità Cinofile per la ricerca di dispersi con l’aiuto dei cani, e tante altre.”

 

Come si procede nelle varie fasi?

Fin quando non si arriva al numero 0 rispetto alle persone ancora disperse ci troviamo nella fase operativa, nella Zona Rossa. Poi inizia la fase delle prime verifiche per determinare lo stato di fatto degli edifici e, stabilito il puntellamento o quant’altro, inizia la movimentazione delle macerie, anche in base alla valutazione statica, per permettere alle persone il recupero beni entrando se possibile all’interno o ricercando oggetti sotto le macerie.”

 

Abbiamo in mente L’Aquila con quelle costruzioni tenute su ancora oggi da elastici giganti, tiraggi, ponteggi…

“E’ quello che verrà fatto. Tentare di recuperare delle strutture dopo la valutazione di un team di esperti che stabilirà il tipo di intervento necessario per conservare il più possibile lo stato in attesa dei lavori.”

 

Ormai siamo tristemente abituati al ringraziamento che coralmente viene indirizzato al vostro Corpo, siete definiti Angeli con la divisa, merito della vostra particolare carica di umanità?

“Intanto ci lusinga, facciamo semplicemente il nostro lavoro ma questo ci gratifica. In realtà posso dire che tutti sono stati coinvolti: nella fase iniziale tutti abbiamo scavato materialmente, è solo in seguito che ognuno riassume la propria funzione istituzionale.. Da parte nostra abbiamo forse la particolarità di dover necessariamente intervenire nei posti dove si soffre cercando di risolvere i problemi degli altri: è la nostra missione e la prendiamo sul serio sia che si tratti del ‘famoso gattino sull’albero’, sia di salvare una vita in più dopo una catastrofe.”

 

 

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