a cura di Sergio Grillo

Maggio 2017

RUGBY

ANDREA NEI NOSTRI CUORI

rugby

La morte di Andrea Balloni, giocatore del Rugby Rieti, ha sconvolto tutto l’ambiente degli Arieti. Il gruppo dei giocatori e dirigenti si è stretto intorno alla famiglia e lo sport giocato è passato in secondo piano. Parlare di partite, classifiche e risultati ci sembra irriverente rispetto ai fatti che hanno macchiato l’alba di quella brutta domenica del 23 aprile. La partita in programma a Frascati contro l’Union è stata opportunamente rinviata e facciamo fatica, a distanza di oltre dieci giorni, tornare a parlare di campionato. Cercheremo di essere il più possibile concisi. Prima di tutto è sfumata la chance della promozione diretta in serie B. Nelle ultime battute della stagione, Frascati Rugby Club ha dimostrato sul campo di meritare il passaggio alla categoria superiore. Chapeau! Compattezza del gruppo, ordine e organizzazione di gioco, superiorità in mischia chiusa. Queste alcune delle caratteristiche mostrate dai frascatani. E ora si gira pagina. La società reatina  sta già lavorando alla prossima stagione. C’è da verificare la prosecuzione della franchigia tra gli Arieti e i Draghi di Terni che quest’anno ha visto alcuni giocatori umbri unirsi ai reatini andando a rafforzare il gruppo a disposizione dei tecnici Turetta e Pica. C’è poi da impostare un lavoro capillare per promuovere l’immagine del rugby nel tessuto sociale reatino. E’ l’occasione per misurare le ambizioni del prossimo campionato. Fare i conti con il budget servirà per capire quale strada intraprendere. La collaborazione con le scuole sarà essenziale per avvicinare i giovanissimi ad una pratica sportiva che, se vissuta da vicino, mette in risalto i veri insegnamenti che il rugby porta con sé. Basta dare uno sguardo ad altri paesi. Senza andare tanto lontano, Australia, Nuova Zelanda o Argentina, ci sono alcune realtà europee che fanno del rugby la strada obbligata per educare i ragazzi. Penso all’Inghilterra dove anche i rampolli reali hanno praticato questo sport. Penso a tutti i paesi del Regno Unito: Irlanda, Scozia e Galles. Penso ai cugini francesi. In Italia resistono ancora sacche di indifferenza o peggio di ostilità alla diffusione del principe tra gli sport di squadra. A Rieti, vorrei ricordarlo, si sono vissute stagioni esaltanti con due storiche promozioni in serie A. Ma è trascorso tanto tempo, forse troppo, ed è ora di programmare, costruire e tendere a nuovi scenari che potrebbero fare da volano fra i giovanissimi. Ci aspettiamo notizie in tal senso positive. C’è però bisogno del sostegno delle istituzioni, dei possibili sponsor e di un’opinione pubblica disposta ad affiancare la società di viale Fassini. Intanto il nostro pensiero e il nostro affetto va tutto per Andrea, Ariete per sempre.

 

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