Marzo 2020

ANAAO ASSOMED: "LA REGIONE LAZIO RENDA POSSIBILE IL TAMPONE SU PERSONALE SANITARIO AD ALTO RISCHIO"

"In rifermento all’attuale situazione che vede impegnato il SSR nel gestire l’emergenza dovuta all’epidemia del SARS2-Covid19, riteniamo assolutamente necessario e non più rinviabile, che la Regione Lazio adotti provvedimenti, secondo le linee guida internazionali, che rendano possibile l’effettuazione dei tamponi sul personale sanitario che abbia delle condizioni di alto rischio di infettività, individuate sulla base delle recenti linee guida OMS, anche asintomatici. È necessario inoltre dotare il personale del Servizio Sanitario Regionale, sia delle strutture pubbliche che private, e il personale dei servizi appaltati che opera all'interno delle strutture, di idonei DPI. Prevedendo una dotazione, soprattutto per i lavoratori a contatto diretto con pazienti COVID19 positivi. che sia adeguata e non limitata agli standard emergenziali delineati dalle linee guida dell'ISS. Nelle fasi di presa in carico dei potenziali casi positivi, troppo spesso, il personale sanitario si trova ad operare con le sole mascherine chirurgiche. Riteniamo sia indispensabile dotare chi accede, per qualsiasi operazione, in ambienti con pazienti COVID19 positivi almeno di mascherine FFP2, occhiali protettivi, copricapo, camici monouso, copri scarpe e guanti. Questo per evitare che loro stessi, inconsapevolmente, possano essere veicolo di contagio verso i cittadini. Per questo motivo siamo anche disponibili con il più ampio spirito collaborativo e di partecipazione in questo drammatico momento non solo per il nostro Paese, ma per tutto il mondo, a supportare l’istituzione regionale nei modi e nelle forme in cui si vorrà determinare tale collaborazione. Difendere tutti gli operatori sanitari e metterli nella condizione di operare in sicurezza significa, come l’esperienza Cinese e Sud Coreana ci hanno insegnato, limitare la diffusione di questa terribile malattia ed avere quindi tempi piu’ rapidi per l’uscita da questa crisi. Riteniamo che abbassare il livello di protezione degli operatori, spingendoli a lavorare pur in condizioni di rischio infettivo, sia stato un gravissimo errore. Che non deve essere ripetuto."

22_03_20

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