Febbraio 2018

STORIE

AMOR CH'A NULLO AMATO AMOR PERDONA

Speciale San Valentino

L’amore a volte fa un giro strano…
Sembra perdere la strada, smarrire i punti di riferimento, diluirsi nel tempo fino ad evaporare.. il più delle volte non sentirne il sapore vuol dire veramente rimanere con una bottiglietta vuota tra le mani, altre volte basta strofinare un po’ per veder riemergere il genio e poter di nuovo formulare un solo desiderio.

E la storia che abbiamo scelta ad emblema di questo San Valentino è senz’altro singolare ma indicativa di quanto possa essere importante difenderlo ad ogni costo.
Due ragazzi come tanti si incrociano ad un concerto ed è colpo di fulmine. Il secondo giorno si rivedono, lei pensa che è lui l’uomo della sua vita “Bello, ma soprattutto contagioso (anzi contagiante) per la sua simpatia, perennemente affascinato dalla vita come vedesse tutto per la prima volta. Avevamo entrambi un’esistenza piena di impegni e tutti e due eravamo soddisfatti di ciò che facevamo”.
Cinque anni colmi di sentimento sono sufficienti per decidere di sposarsi “Improvvisamente suonò un campanello d’allarme che io scambiai per qualcosa di naturale considerando il mio modo di vivere abbastanza indipendente. Ero in piena crisi prematrimoniale. Avrei dovuto ascoltare l’altra parte di me che aveva messo a fuoco delle situazioni da risolvere, come la sua dedizione assoluta ad un impegno lavorativo che lo teneva spesso lontano da casa…”
La vita matrimoniale scorre attraverso le assenze prolungate di lui ed il rompersi di equilibri “Non c’era più tempo per vedersi, per condividere. Improvvisamente capì come la ‘routine’, da tutti detestata, fosse invece nutrimento indispensabile per un’unione. Lui conquistava nuovi traguardi io rimanevo in casa con un figlio piccolo. C’era troppa disparità tra il mondo che frequentava ed il ritrovarsi una settimana al mese tra le pappe ed i pannolini… Ripensandoci riesco a comprenderlo, ma allora no. Ero giovane ed inesperta e, soprattutto, volevo tutto  e subito. Non ero disposta ad accettare compromessi. Sentivo nascere dentro la disillusione legata al sogno infranto di una vita insieme, ed al contempo rabbia, tanta rabbia di fronte a lui che non faceva nulla per tentare di recuperare terreno. Fui io a decidere di separarci”.
Il rapporto s’incrina. Lui subisce, suo malgrado, una scelta imposta, lei si sente completamente abbandonata ed incompresa. Lui, con il tempo, si scopre solo nella propria professione, senza un sostegno morale, senza stimoli sufficienti a giustificare i sacrifici che essa richiede.

Dopo un anno, forse due, si riallaccia un dialogo corretto e  costruttivo in cui ci si continua a confrontare sugli aspetti più importanti del viver quotidiano. “Sapeva che la mia porta sarebbe rimasta aperta fino a quando lo avesse voluto. Recuperammo un rapporto migliore di quello che avevamo da sposati. Eravamo un punto di riferimento fisso uno per l’altro”
Fino a quando non arriva una nuova fidanzata che con lui inizia una storia seria, fino a quando anche l’ex moglie comunica, ormai libera da promesse, di stare a frequentare una nuova conoscenza.
“Cercavo di spostare il mio baricentro, di cancellarlo dalla mia vita. Ci sono stati momenti in cui veramente credevo di poterci riuscire. Mi raccontavo di convivenze future, della possibilità di mettere al mondo un altro figlio, poi inventavo mille scuse. L’altro, persona libera, disponibile ovviamente aveva delle pretese legittime ma non resistevo di fronte alle sue richieste e correvo via per non sentimi soffocare… Eppure dissi al mio ex che volevo il divorzio, perché ero decisa a tirar avanti la nuova storia! Poi, lessi per caso una sua intervista: era evidente il rammarico di aver sacrificato la sua vita familiare, era pieno di rimpianti.
Da un po’ avevo recuperato una certa spiritualità, mi sentivo in comunione con un modo nuovo di vedere le cose, da altre angolazioni, superando l’orgoglio e mettendo al primo posto i valori importanti. Giunsi alla consapevolezza che l’amore c’era ancora: nascosto, soffocato, sotto la cenere ma… c’era, e noi stavamo facendo del male oltre a noi stessi anche a chi non lo meritava…
Gli scrissi una lettera e misi a nudo il mio cuore. Da quando ci eravamo lasciati nessuno riusciva a fare un passo avanti ne’ un passo indietro: immobili di fronte alla vita che scorreva, chiedevo di chiudere definitivamente quella porta spalancata su noi nel caso non mi avesse voluto, ma di farlo con i fatti, in maniera inequivocabile”.
Non lo fece. La paura nel ricominciare era tanta e tre o quattro mesi li passarono a scrutarsi da vicino, riscoprendosi ed aggiungendo nuove parole a quel dialogo che avevano mantenuto in essere per sette lunghi anni di separazione. “Ci frequentavamo di nascosto, sfuggendo ai nostri familiari a cui affidavamo a turno il bambino, evitando di frequentare posti in cui avremmo incontrato conoscenti. Ci siamo concessi del tempo senza la fretta di rientrare immediatamente insieme nella nostra casa, in quel luogo in cui non riuscivo ad accettare altri che non fosse lui.

Nessuno, al momento della nostra riconciliazione ufficiale, si stupì più di tanto, eravamo rimasti una coppia nonostante tutto. Ci è venuto naturale guardarci negli occhi e decidere all’unisono di risposarci. Volevamo farlo addirittura nella stessa data della prima volta ma avevamo un impegno: la Comunione di nostro figlio! Davanti a Dio eravamo legati indissolubilmente, quindi siamo tornati in Comune in maniera molto naturale e divertita, con una cerimonia riservata a pochissimi intimi”.
Sposare due volte lo stesso uomo vuol dire essere ultra convinti sia quello della tua vita?
"Questo non posso dirlo con certezza, sono consapevole e felice di non essermi sbagliata in quel nostro primo incontro del 1987. Lui si incastra perfettamente con me, è il mio contrario ed allo stesso tempo il mio simile, è la mia metà. Non debbo giustificarmi se mi isolo per leggere un libro o dedicarmi a qualcosa che mi piace, non debbo preoccuparmi se qualche volta mi chiudo: c’è il suo ottimismo, il suo stupore, il suo entusiasmo a riaccendermi. Lui mi cambia la vita e la rende migliore. Sono felicissima di averlo conosciuto, di averlo sposato, di averlo lasciato, di averlo risposato: percorso necessario per ritrovarlo. Oggi entrambi abbiamo una maturità tale che il ripresentarsi di una crisi come quella non ci troverebbe impreparati, oggi non applicherei l’intolleranza e l’impazienza di un tempo… crederei un po’ di più alla forza dell’Amore!”

Stefania Santoprete

 

 

 

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