Agosto 2018

PROVINCIA

AMATRICE, I NUMERI DELLA SAGRA 2018

Tutto pronto per la realizzazione di 4mila piatti al giorno

ricostruzione

Fu il terremoto a fermare la Sagra nel 2016. Poter tornare a riorganizzare questo evento in una tre giorni intensa, con numerose iniziative per scoprire altri prodotti tipici e intrattenimento per tornare a vivere e riportare il turismo nei territori colpiti, dà nuova energia agli amatriciani. Tornare a celebrare questa antica e nobile tradizione, nata mezzo secolo fa, è stata una scelta fatta con il cuore: nonostante le difficoltà, nonostante tutto. Una scelta fatta per una Città che vuole tornare a vivere e a guardare al futuro, mantenendo ben salde le radici nel passato e nella propria storia, una storia che passa anche per le tradizioni più belle. Amatrice torna così a riaprire le sue porte a chi le vuole bene. E in cambio dell’affetto e della solidarietà giunta da ogni dove, vuole donare qualcosa anche lei: i profumi e i sapori della tradizione, i suoni e i colori di un nuovo giorno, con lo sguardo al domani, senza dimenticare ciò che è stato ieri.

Con la collaborazione della Regione Lazio, la proloco, storica colonna portante della Sagra, che da sempre si occupa della preparazione dei piatti, torna all’organizzazione rodata, messa a dura prova quest’anno dalle prenotazioni online (qui).
Non conoscere fino all’ultimo momento il numero dei partecipanti impone la presenza di un piano ‘B’ (lavorare di notte) per accontentare tutti.

Saranno una cinquantina le persone al lavoro a turno nelle tre giornate dal 31 agosto al 2 settembre, con l’ausilio di abbattitori e camion frigo.

Gli ingredienti, già procurati, sono calcolati per la realizzazione di 12mila porzioni:

30 quintali di pomodori offerti dall’azienda F.lli Longobardi di Scafati,
 5 quintali di guanciale del salumificio SANO di Amatrice,
 3 quintali di pecorino del caseificio Petrucci di Amatrice,
18 quintali di spaghetti del pastificio Strampelli
e olio della Sabina.

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