Marzo 2018

STORIE

ALTRE 23 FAMIGLIE IN GRAVI DIFFICOLTA'

I lavoratori Gala tech sperano ne ‘Le Iene’

occupazione

23 è solo un numero, non fa impressione. Far seguire quel 23 dalla parola ‘famiglie’ rende bene della portata del disagio che investe ulteriormente il tessuto economico della città. Altre 23 famiglie senza uno stipendio vuol dire spesa alimentare al minimo, acquisto vestiario nullo, consumi extra zero. Vuol dire disagio sociale, difficoltà per i propri figli, prestiti da chiedere, altre spalle su cui contare. In tutto sono 150 i lavoratori in difficoltà.

E stiamo parlando del solo caso Gala Tech. “Abbiamo scritto proprio a tutti per far presente la nostra situazione - ci dice una rappresentanza - da ottobre noi 23 siamo senza stipendio e ci rimarremo sino a luglio 2018, fino all’espletamento delle procedure di liquidazione, senza alcuna forma di sostegno al reddito. Non sappiamo più a quale Santo rivolgerci. Nei mesi precedenti le elezioni abbiamo incontrato tutti i candidati: tante parole e neanche una riga scritta. Visto che localmente nessuno ha preso mai una posizione dura verso il Presidente, che è anche a capo di Unindustria, ing. Tortoriello, abbiamo pensato di intercettare il giornalista de ‘Le Iene’ Antonino Monteleone (in città per la presentazione del libro su David Rossi n.d.r.) e chiedere a lui di attuare questa ‘missione impossibile, quella di stanarlo e costringerlo a sanare questa situazione.”

Ci sarebbe uno possibile soluzione al vostro caso?
“Nessuno può impedire ad un imprenditore privato di fare le proprie scelte. Ma qui c’è un’anomalia: mai nessuna azienda reatina, ha avuto un comportamento simile verso il territorio. Alcatel, Texas,  Ariston, tutti hanno saldato le proprie competenze. 23 famiglie debbono stare senza i propri soldi, il solo scopo per cui abbiamo lavorato, il TFR dove è? Questo personaggio ha offeso il territorio, i politici: chiamato dalle istituzioni non si è presentato, nessuno ha preso posizione screditandolo per questo comportamento. Ad inizio mese era sul Sole 24 ore a parlare dei “cinque pilastri per la crescita del Lazio”, inserisca anche questo sesto nel suo manifesto!”
La messa in scioglimento della società (con il conseguente licenziamento delle maestranze) ha di fatto disatteso l’accordo, che fu sottoscritto in sede governativa, finalizzato al riassorbimento dei 155 lavoratori ex-Solsonica tra i quali loro, i 23 di Gala Tech.

La storia
Solsonica s.p.a. era un'azienda leader nella produzione di celle e moduli fotovoltaici; a seguito di una profonda crisi legata all'andamento del mercato delle rinnovabili, nel 2015 licenzia 124 lavoratori e cede il passo a GALA s.p.a., promettente società romana che vende energia e prodotti green, si occupa di progettazione, efficientamento energetico, ecc. GALA s.p.a., preferita dalla politica rispetto ad altri investitori, nel 2015 firma al MISE un accordo per il rilancio del sito della Solsonica di RIETI, impegnandosi a riassorbire i lavoratori licenziati entro il 2017 e acquisendo l'azienda, ovvero il capannone, gli impianti, i macchinari e 30 lavoratori (ingegneri, tecnici e amministrativi) addetti alla ripartenza delle operazioni produttive. GALA assume i 30 lavoratori facendosi carico del debito del TFR che Solsonica ha nei confronti degli stessi; di conseguenza, non eroga la cifra corrispondente al totale del debito verso i lavoratori. Si può, quindi, dire che i soldi che i lavoratori hanno accantonato per decenni sono nello stabilimento, quindi effettivamente nella proprietà di GALA. GALA crea diverse società controllate, tra queste: GALA Power s.r.l., proprietaria del capannone (e dei 2 impianti fotovoltaici realizzati da Solsonica sul tetto del capannone) con "0" lavoratori; GALA Tech s.r.l., con capitale sociale di 20000 euro, proprietaria dei macchinari con 30 lavoratori ex-Solsonica; acquisisce, inoltre, PROXHIMA per produrre batterie a flusso di vanadio, con capitale sociale pari a 1.085.000 euro, con "0" dipendenti. Per due anni, le attività di sviluppo del prodotto vengono svolte dai dipendenti di GALA Tech. GALA non ce la fa; il piano industriale rimane sulla carta, i 124 lavoratori restano fuori e a loro si aggiungono i 30 (attualmente 23) licenziati a Febbraio 2018. E qui arriviamo alla richiesta attuale: l’azienda si faccia carico della soluzione del problema definendo formalmente un piano di rientro del credito con ogni lavoratore, un piano di rientro che preveda un immediato e sostanzioso anticipo per cercare di arginare i gravi disagi che questa latitanza ha creato alle 23 famiglie.

 

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