Ottobre 2019

STORIE

ALLA STAZIONE DI RIETI CON L’UOMO DEI PICCIONI

salute

(di SimoVu) E’ un amore incondizionato quello dell’anziano signore, che ogni giorno si reca nella piazza antistante la stazione di Rieti per portare da mangiare ai piccioni. Arriva con un passo lento, si accomoda sulla panchina, non c’è nessuno ad attenderlo, ma come per magia iniziano ad arrivare tante ali danzatrici che lo avvolgono in attesa del pasto giornaliero. E’ una scena fiabesca, irreale, dolce ed emozionante, si parlano con i gesti e si riconoscono. La piazzetta diventa una piccola Venezia e non c’è da stupirsi che ci sia un linguaggio cifrato ben chiaro alle parti. In Nuova Zelanda, dove si studia, in collaborazione con la tedesca Università della Ruhr, la possibilità che questi uccelli siano in grado di riconoscere le parole delle lingue umane, la risposta è stata affermativa, lo ha dimostrato appunto uno studio pubblicato sui Proceedings of the National Academy of Sciences. I piccioni sono in grado anche di riconoscere una massa tumorale osservando una mammografia, con una precisione paragonabile a quella di un esperto, bastano 15 giorni di addestramento per trasformarsi in un ottimi radiologi. Le ricerche svolte negli ultimi 50 anni hanno dimostrato che i piccioni possono riconoscere l'identità e le espressioni di un volto umano, distinguere le lettere dell'alfabeto, identificare capsule difettose di farmaci e persino distinguere tra un dipinto di Monet e uno di Picasso, ha spiegato Edward Wasserman, neuroscienziato della University of Iowa che ha coordinato una ricerca in merito. Anche la loro memoria visiva è impressionante, visto che possono ricordare oltre 1.800 immagini differenti. Questi piccioni reatini che vanno ogni giorno all’appuntamento con il loro amico umano, confermano che davvero sanno quando arrivare riconoscendo chi li nutre. I piccioni sono uccelli speciali che usano le “vie celesti”, sono capaci di cambiare direzione utilizzando i campi magnetici terrestri, visualizzano i paesaggi e la posizione del sole e così ogni giorno non dimenticano di arrivare alla Stazione di Rieti per l’incontro particolare con l’amico dal cuore grande che li nutre con amore. Quando il pasto è finito non c’è traccia di nessun residuo: si pulisce e si sgombra la tavola in attesa di un altro dì.

 

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