Maggio 2017

PERSONE & PERSONAGGI

ADDIO A GALASSETTI

Figlio virtuoso di questa terra

Qualche mese fa se ne è andato Alberto Galassetti, reatino di nascita, romano d’adozione. Un creativo che vale la pena ricordare e che ci rende orgogliosi. Alberto, artista, architetto, è stato colonna portante della redazione e della storia stessa di PleinAir (di cui aveva suggerito addirittura il nome traghettandolo dall’originaria rivista ‘2C’).

“Per una vita intera Alberto Galassetti ha “guardato oltre” con capacità profetica – spiega il suo direttore e amico Raffaele Jannucci - elaborando coraggiose declinazioni degli “spazi minimi semoventi e abitabili”, intesi come unità capaci di rispondere a molteplici esigenze private e sociali. Ma non solo. Ha dotato il fenomeno del caravanning di una base filosofica, riassunta nella locuzione Abitar Viaggiando, formando e ispirando intere generazioni di utenti del camper e della caravan. Il suo fondamentale apporto al settore del veicolo ricreazionale non si è limitato alla progettazione di camper e caravan - attività che peraltro ha svolto ad altissimi livelli - ma è stato il suo costante stimolo a riflettere sul rapporto tra mobilità/stanzialità e sviluppo sostenibile/cementificazione incontrollata.”

“Sulla scia degli insegnamenti di Le Corbusier per una vita intera ha ‘guardato oltre’ con capacità profetica elaborando coraggiose declinazioni degli spazi minimi. E’ stato uno dei primi a intravedere nel camper un complemento di ‘moto a’ e di ‘stato in’ luogo, uno strumento capace di rispondere a molteplici esigenze private e sociali.”

Entrato in redazione aveva rinunciato alla professione, ricca di prospettive, di architetto, e come una missione aveva scelto il tema dell’abitar viaggiando. Alberto aveva unito la passione per il viaggio, l’architettura e l’arte, firmando la progettazione di diversi veicoli abitativi tra cui i camper Girino, Ulisse e Vito oltre alla caravan Plotter, studiando nei minimi dettagli l’ottimizzazione degli spazi e soluzioni innovative e confortevoli. Negli ultimi anni era tornato alla sua passione iniziale con Cubi Maior una personale di pittura, architettura e design, alla Domus Talenti. Facendo il verso al celebre motto latino segnalava il primato delle forme stereometriche nelle sue opere; mentre il sottotitolo, “la quadratura dell’estro” ne fissava l’evoluzione espressiva, in particolare dagli studi sulla composizione degli spazi condotti negli anni 60 sotto la guida di Ludovico Quaroni. Una selezione degli studi e dei progetti di architettura completava l’esposizione indagando le stesse matrici strutturali dei dipinti e degli oggetti, tutti realizzati a seguito della personale del 2011 con la quale Galassetti celebrò la ripresa dell’attività artistica accantonata quarant’anni prima per quella di architetto: il suo saluto alla Vita. Ciao Alberto, figlio virtuoso di questa Terra.

 S.Santoprete

 

 

 

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