Maggio 2019

A24, FISSATA AL 19 MAGGIO LA DATA DI CHIUSURA A TEMPO INDETERMINATO DEL TRAFORO DEL GRAN SASSO

trasporti, viabilità

Si è fatto un gran parlare, a giusto titolo, di quanto sta accadendo all’Abruzzo per quello che concerne la chiusura prevista il 19 maggio del traforo del Gran Sasso.

Ma perché si è arrivati a tanto? La vicenda ha origine nel 2002 a seguito di uno sversamento di materiali tossici fuoriusciti dall’Istituto di nazionale di fisica nucleare, proprio sotto il monte, a cui ha fatto seguito l’apertura di un fascicolo dalla Procura di Teramo relativo al rischio di inquinamento delle falde acquifere.

La società concessionaria, Strada dei Parchi, in vista del processo al via il 13 settembre prossimo, ha così deciso di chiudere il tunnel per evitare che nei reati contestati compaia anche la reiterazione del fatto per mezzo della mancata interruzione di servizio.

Non è stato un episodio sporadico a colpire le falde acquifere che si originano sotto l’Istituto nazionale di Fisica Nucleare, visto che negli anni tra il 2016 e il 2017 venne imposto il divieto per alcuni giorni di utilizzare l’acqua del rubinetto per la rilevata presenza di toulene nella stessa.

E così l’annuncio è sembrato ad alcuni, neanche pochi, il tentativo da parte di Strada dei Parchi di ingaggiare un braccio di ferro con il Mit.

Sotto il versante ambientale, è stato l'Osservatorio Indipendente sull'Acqua del Gran Sasso a riferire in Senato sulle condizioni dell'acquifero che coinvolge una vasta area del centro Italia: “Nel corso degli anni, per evitare la pressione sulle gallerie e sui laboratori, l’acqua della falda è stata captata e utilizzata per la distribuzione potabile. Circa 100 litri al secondo vengono prelevati dall’area dei Laboratori e circa 700 litri al secondo dall’area delle gallerie. L'accelerazione delle procedure non può essere a scapito del rispetto della normativa posta a difesa dell’ambiente e della salute umana: l’acquifero del Gran Sasso fornisce acqua ad oltre la metà degli abruzzesi e questa volta la messa in sicurezza questa volta deve essere completa e definitiva. Non si tratta di superare una situazione d’emergenza per la paventata chiusura delle gallerie autostradali, ma di rendere finalmente impermeabili gallerie e laboratori rispetto all’acquifero".

L’unico modo per mettere in sicurezza l’acqua e la salute pubblica starebbe nello stanziamento di 172 milioni di euro per impermeabilizzare i laboratori.

E così, mentre il Governo riflette sulla prossima mossa, come quella di dichiarare lo stato di crisi e mettere un Commissario a vigilare sulla questione, il Mit ribadisce che la chiusura risulterebbe una procurata interruzione di pubblico servizio che equivarrebbe a un inadempimento grave da parte della società.

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