Gennaio 2020

SALUTE

170 OPERATORI DEL 118 A RISCHIO

sanità
Riceviamo dai lavoratori reatini coinvolti
"170 lavoratori del comparto Viterbo-Rieti (700 nell’intera regione Lazio), e con essi le relative famiglie, subiranno le conseguenze di una sentenza della Corte di Giustizia Europea, volta ad alleggerire i bilanci delle regioni che si trovano costantemente in una situazione di debolezza economica, secondo la quale in tempi molto brevi i servizi di emergenza-urgenza 118 su strada, verranno affidati ad associazioni di volontariato.  
Questa azione cadrà sulle teste di quei preziosi lavoratori, che mai sono stati garantiti. Un’azione azzardata, che farà indietreggiare il sistema dell’emergenza 118 e di coloro che da decenni svolgono la propria professione in questo settore della sanità pubblica. Tenendo a mente che, nel caso, i costi del servizio saranno ridotti e, naturalmente, non azzerati.
Ipotesi che potranno trovare conferme, oppure no, soltanto al termine del triennio di affidamento in convenzione alle associazioni iscritte all’Albo Regionale, le quali avranno diritto di iscriversi al bando.
I numeri dei tagli, di certo, non ci confortano, visto che a causa di questa operazione, la metà dei dipendenti del settore dell’emergenza su strada, e tra questi medici, infermieri, autisti, soccorritori e barellieri, non vedranno rinnovati i propri contratti.
Per voce stessa degli interessati, non sarà tollerato quello che ha il sapore di un baratto di tipo politico, volto a foraggiare il sistema del volontariato laziale.
La dura realtà è che si stanno smantellando tanti posti di lavori nel più completo disinteresse dei sindacati, che non si sono chiaramente opposti alle determinazioni assunte dall’Ares con delibera n.365 del 30 dicembre 2019.
I 116 lotti, distribuiti sul territorio laziale, vedranno al proprio interno un 50% di personale volontario, che non beneficerà di salario alcuno e trattamenti pensionistici salvo essere assicurato contro infortuni, malattie e danni arrecati a terzi. Il restante 50% del personale verrà assunto a termine, fin quando sarà scaduta la convenzione.
Quindi, alcuni di questi lavoratori saranno assunti a termine, mentre gli altri vedranno naufragare i propri diritti.
Ma il dato, forse meno tecnico ma che più ci sta a cuore, e che proprio per questo motivo ci sentiamo di voler gridare, è che nessuno debba trattare con leggerezza la salute dei cittadini.
A gran parte dei lettori sarà capitato di rivolgersi al 118, per motivi, ovviamente, seri e si possono dunque render conto, senza sforzarsi troppo di quanto siano importanti e necessarie preparazione e professionalità.
Se vincessero il bando le onlus, di cui abbiamo accennato sopra, ci troveremo a che fare con persone che nella vita svolgono altre attività e che, quindi, non possiedono l’esperienza di chi ha studiato per conquistare una posizione che ora vedono, ineluttabilmente, barcollare. Stiamo parlando di soccorritori esperti, che in un attimo possono decidere il nostro destino e la nostra sopravvivenza.
Noi non vogliamo soltanto evidenziare la compromissione di tante situazioni lavorative, così come non vogliamo solo parlare di chi, con tanta fatica e, probabilmente, abnegazione, è riuscito ad occupare una posizione a cui ha anelato, non parliamo di spese da sostenere, figli da mantenere e mutui accesi per acquistare case in cui vivere.
Parliamo di persone, di gente, che è in grado, e lo ripeteremo fino allo sfinimento, di salvarci la vita.
Il 15 gennaio, per portare tutti gli utenti a conoscenza della grave situazione che si sta profilando, sono state chieste le autorizzazioni necessarie a svolgere una manifestazione presso la regione Lazio, con sede in Roma.
Saranno presenti, in rappresentanza dei mass media, giornalisti Rai, della trasmissione “Le Iene” e di “Striscia la Notizia”, nonché rappresentanti dei vari sindacati ed esponenti politici.
Auspichiamo un’inversione di tendenza rispetto a quella, preoccupante, che temiamo."
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