Maggio 2019

LibrIncipit

101 MOTIVI PER VISITARE RIETI

il libro di Valentina Colarieti Tosti

libri, storie

(di Domenico Di Cesare) 101 motivi per visitare Rieti / Valentina Colarieti Tosti / Funambolo editrice (€12,00) 

L’incipit:

La provincia di Rieti nasce nel 1927: unisce in un unico corpo politico-amministrativo territori diversi tra loro per storia e quindi per cultura, al punto che tuttora il dialetto è molto differente tra zona e zona. Il fascino di questi luoghi deriva proprio dall’essere terra di confine, miscuglio di culture. Potendo girarla tutta, si possono ripercorrere le fasi della storia d’Italia, dall’antichità alla Repubblica, quasi come in un manuale scolastico.

 Il libro ha anche un sottotitolo, che rappresenta un ulteriore invito per visitare il nostro territorio: “Viaggio romantico tra Rieti e la sua Provincia”. Come nasce l’idea di questo volume di luoghi in “pillole”?

Nel 2015 avevo scritto i testi per un portale turistico di Confcommercio Rieti, che ha avuto un discreto successo. Michela Morelli, della casa editrice Funambolo, dopo aver letto quei testi, mi ha contattato e proposto di scrivere una guida turistica con quello stesso stile. Ancora non era chiara la forma definitiva che avrebbe avuto la pubblicazione,così mi sono messa a scrivere dei luoghi che amo e che secondo me valeva la pena di raccontare.

Perché proprio “101”?

L’idea dei 101 motivi è sempre della “Funambolo” che ha trovato, secondo me, un modo giusto per attirare l’attenzione dei lettori. Trovo che il titolo sia accattivante e che la suddivisione in “motivi” sia una impostazione utile al viaggiatore che non ha tempo e voglia di approfondire troppo. Insieme alla casa editrice abbiamo cominciato a pensare che il libro potesse diventare un prodotto di marketing territoriale in grado di attirare l’attenzione di visitatori e che potesse essere usato da tutti come un souvenir. Ci immaginavamo che le amministrazioni sarebbero state entusiaste di avere a disposizione una pubblicazione da poter usare per promuovere il territorio. In alcuni casi è successo e infatti siamo stati invitati dal “Palio del Velluto” di Leonessa e dalla associazione “Amici del Museo” di Poggio Mirteto. A Rieti purtroppo la pubblicazione non ha trovato la simpatia degli amministratori, che non sono venuti neanche alla giornata di presentazione ufficiale, organizzata durante la Fiera Internazionale del Peperoncino del 2018.

 

Quale sarebbe stata la centoduesima bellezza del libro?

Se intende chiedermi se ci siano altri motivi per visitare Rieti, la risposta è sì; ce ne sono molti di più di 101 e anche di 102. Ma io ho descritto i luoghi che mi emozionano per qualche ragione: per il loro aspetto naturale o per la storia, o anche perché sono luoghi legati a persone che mi affascinano, come ad esempio Carolina Sommaruga. È quindi una visione del tutto personale che non ha niente a che fare con quella che potrei chiamare una par condicio dei luoghi. Chissà, magari ci sono altri luoghi più belli di quelli che ho scelto a Rieti, ma questo è il mio personale racconto di questa terra.

 

Il racconto di monti, laghi, terme, monumenti e leggende, molti dei quali accompagnati da fotografie a colori, in che ordine ha deciso di inserirli nel testo?

Sono partita, come ho scritto nel libro, da dove tutto è iniziato e dove tutto è ancora possibile: il lago di Paterno è quello dove - secondo la leggenda - i Pelasgi hanno incontrato gli aborigeni, dando vita nei secoli successivi alla stirpe dei Sabini. È attuale il tema delle migrazioni dei popoli e credo che ricordare che i Sabini, popolo stimato anche dagli antichi romani, nascono dalla mescolanza di popoli provenienti da zone lontane e autoctoni, sia molto importante.

Mi sono poi spostata sulla città di Rieti e ho proseguito come in un viaggio, suddividendo le zone nei territori che costituiscono l’attuale provincia di Rieti: il Cicolano, la Sabina, l’Amatriciano. Le fotografie all’interno sono mie e di Samuele Paolucci, mentre quella di copertina, con i girasole, è del fotografo professionistaFrancesco Patacchiola. 

Tra i luoghi elencati, anche se non sarà una scelta facile, ne consiglia uno per la città di Rieti e uno per la Provincia?

Se proprio devo scegliere, a Rieti consiglio la croce de “Lu Bobbo” in via Santa Chiara, perché so che da lì, al visitatore verrà voglia di vedere altro; in provincia tutto quello che è legato all’acqua, quindi oltre al già citato Paterno, consiglierei i laghi Salto e Turano, carichi di storia oltre che di straordinaria bellezza. Ovviamente scoprendone la storia grazie ai 101 motivi.

 

C’è Rieti nei luoghi raccontati, c’è Rieti nella scelta della casa editrice Funambolo e anche il suo cognome racconta questa città; quanto si sente legata al territorio?

Non credo di essere legata a questo territorio più di quanto lo sia ad altri o di quanto lo siano altre persone che vivono qui; mi piace scrivere e mi è stato chiesto di scrivere dei luoghi che conosco meglio da una casa editrice locale: direi che è una coincidenza che lei ha voluto cogliere e alla quale non avevo mai pensato. Il mio cognome probabilmente viene da Nicola da Rieti e non indica altro che l’origine di qualche antenato di parte paterna; ma io sono anche figlia di mia madre che non è reatina, viene da una famiglia che è vissuta per mezza Italia ed è emigrata anche in Brasile, e che anche oggi è sparpagliata per mezza Europa. Mia madre mi ha insegnato che siamo cittadini del mondo e che niente ci appartiene per nascita ma che tutto va guadagnato con l’impegno.

 

È in libreria anche la fiaba per bambini “Solo un desiderio”, con le illustrazioni dell’artista Lucia Ricciardi; ha vissuto le stesse emozioni “entrando” nel mondo dell’infanzia?

Solo un desiderio è la prima cosa scritta da me, che una casa editrice ha voluto pubblicare. L’ho scritta in un momento molto difficile, durante il quale non credevo nel prossimo e infatti la versione originale non aveva il lieto fine. Mentre scrivevo non pensavo che un giorno l’avrebbero letta dei bambini; l’ho scritta per l’esigenza di incasellare gli eventi in una storia che avesse un senso. Credo sia un bisogno umano quello di raccontare quello che ci accade, come se fosse una storia con un inizio, uno svolgimento e una fine; proprio perché la vita non è affatto una sequenza logica di eventi. Metterli in ordine è rassicurante, ci fa sentire parte di una storia anche quando siamo consapevoli che non c’è nessuna storia e nessun finale ad effetto. L’illusione aiuta ad andare avanti e in questo caso ha aiutato anche me. È stato solo quando Lucia mi ha detto che una casa editrice era interessata a pubblicarla che ho realizzato che dei bambini l’avrebbero letta. Ed è stato proprio per questo motivo che mi è stato chiesto di cambiare il finale.  

 

La prossima fatica letteraria?

Io non scrivo per professione, ma come ho già detto, per esigenza personale. Scrivo spesso ma senza mai pensare alla pubblicazione. In questo momento sono molto presa da questioni legate al lavoro e non so se pubblicherò ancora. Ma prometto di avvisarvi se dovesse succedere. Grazie per avermi intervistato.

 

Felici di averla accolta nei nostri “spazi”, siamo noi della redazione e di “Librincipit” a ringraziare Valentina, per i suoi libri e per i valori che ha saputo trasmettere anche in queste sue risposte: descrizioni di luoghi con parole in viaggio, in difesa non di confini, ma di esseri umani.

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